Club Du Park (7)
Opi è un comune italiano di 441 abitanti della provincia di L'Aquila in Abruzzo. E' a 1250 m s.l.m. Appartiene alla Comunità Montana Alto Sangro e Altopiano delle Cinque Miglia ed è situato nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Il paese di Opi figura tra I borghi più belli d'Italia.
L’ipotesi più suggestiva è che il nome derivi da Ope, antichissima divinità sabina, poi assimilata dai Romani, con il culto di Saturno, alla dea dell’abbondanza. La più probabile, è che il nome venga dal latino oppidum, castello fortificato. Fantasioso anche l’accostamento al nome di Opice, sacerdotessa del tempio di Vesta.
Gli abitanti di Opi si chiamano opiani.
Alcuni appuntamenti di interesse durante l'anno:
- Giugno: Infiorata del Corpus Domini e processione religiosa;
- 24-25 Giugno: festa di San Giovanni Battista, patrono di Opi;
- Luglio-Agosto: estate musicale;
- 12 Agosto: festa degli alpini con pellegrinaggio alla Chiesa di Val Fondillo;
- 21-22 Agosto: Pellegrinaggio Madonna di Canneto a piedi da Opi, passando per la Val Fondillo, il Passaggio dell’Orso e la Val di Canneto fino al Santuario,
- 25 Agosto: Sagra degli gnocchi, gnocchi al sugo di pomodoro, cacio pecorino, pane e vino, con intrattenimento musicale e fuochi pirotecnici;
- 9 Settembre: Processione religiosa Madonna delle Grazie e S. Emidio;
- 15 Gennaio: Festa di Sant'Antonio e benedizione degli animali;
Maggiorni informazioni: www.opionline.it
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Museo del Camoscio di Opi
Ammirando il centro storico di Opi, nella parte più antica dell'abitato che si affaccia sulla "Foce", una stretta gola attraversata dal Fiume Sangro, sorge il Museo del Camoscio.
Nella sala d'ingresso è possibile osservare le carte turistiche dell'intera zona, osservare il plastico che racconta le fasi di ampliamento del Parco e trovare anche qualche souvenir da poter acquistare e portare così con noi un pezzetto del Parco.
In una piccola stanza, caratteristica delle abitazioni montane, è stato allestito per i più piccoli un Centro Scoperta.
Ci sono le "scatole delle sorprese", esse sono: "Guarda con le mani" dove i più piccoli scoprono, solo con il tatto, la natura che li circonda e "Gusta con il Naso" per assaporare le erbe selvatiche che inebriano l'aria di montagna. Si possono scoprire i Tesori della Natura, si possono osservare le corna dei cervi e dei caprioli, le piume del Gufo Reale, il pelo del Lupo appenninico, dell'Orso Bruno Morsicano, del cinghiale,ed altre meraviglie ancora.
I PANNELLI DEL CAMOSCIO svelano il loro comportamento, le loro abitudini, le loro caratteristiche che lo hanno fatto scoprire come "il camoscio più bello del mondo" e il loro rapporto con gli uomini e tanti avvenimenti curiosi anche divertenti..
Nella SALA PROIEZIONII è possibile vedere sei video di cui tre che raccontano il Parco, e poi l'orso, il lupo e naturalmente il Camoscio. In un'altra stanzetta è possibile vedere due esemplari di camosci, un adulto e un piccolo, imbalsamati dopo esser morti per cause naturali. Insomma in un piccolo museo si possono riscoprire le meraviglie della natura.
Aperto tutti i giorni
(compreso i festivi) da aprile a settembre.
Orario: 9.00 - 13.00 e 15.00 - 19.00
Equitazione

Maneggio a poca distanza per bellissime escursioni sulle ippovie del Parco Nazionale d'Abruzzo. A tua disposizione più di cento cavalli tra cui scegliere, anche pony per i più piccoli.
Parco divertimenti

Attrezzato parco divertimenti "Snow tubing" per bambini nei pressi degli impianti sciistici per un divertimento assicurato sia in estate sia in inverno. A disposizione anche mini quad elettrici. www.snowtubingpescasseroli.it
Centro visita del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

Il museo naturalistico: introduce il visitatore alla conoscenza del Parco attraverso diorami, plastici, pannelli luminosi e mostre tematiche. Dispone di una sala conferenze e proiezioni con una ricca raccolta di filmati naturalistici.
Ufficio Informazioni: situato presso il Centro Visita, fornisce indicazioni ed assistenza per visitare il territorio del Parco.
Parco Faunistico: area attrezzata nella quale è possibile osservare esemplari della principale fauna del Parco.
Gli animali ospiti del Centro Visita non sono stati catturati in libertà, ma sono stati trovati feriti o con problemi tali da non consentire loro di vivere allo stato selvatico. Al momento sono ospiti del Centro: un Orso bruno marsicano, un Orso bruno europeo, una Poiana ed un cucciolo di Lupo appenninico.
Giardino appenninico: rappresentativo della flora appenninica, mostra le più belle e vistose fioriture del Parco e uno stagno didattico. Nel giardino sono coltivate specie vegetali tipiche dei vari ambienti del Parco.
Tra gli alberi e gli arbusti vivono in libertà: scoiattoli, picchi, cince, rampichini e fringuelli che hanno colonizzato spontaneamente il giardino.
Escursioni

Le guide naturalistiche (accompagnatori di media montagna) ti condurranno alla scoperta di flora e fauna con itinerari di diversa difficoltà e durata. Alcuni esempi: aspettando l'orso (bearwatching), la via dei briganti, Val Fondillo, Camosciara, sulle tracce del lupo, workshop di fotografia naturalistica, workshop di ripresa video.
Per approfondimenti consigliamo: Ecotur, Wildlifeadventures.
Le feste patronali e gli eventi

Durante l'anno moltissimi appuntamenti ed eventi: le feste patronali, l'infiorata del Corpus Domini, il falò della notte di Natale, il Premio Benedetto Croce, il Premio AGE.
Per maggiori informazioni: www.pescasserolieventi.it www.opionline.it www.prolocopi.it
Impianti sciistici di Pescasseroli

In uno dei punti più belli del Parco Nazionale d'Abruzzo l’area sci con 14 piste da discesa per circa 20 km. Le piste di Pescasseroli sono 2 nere (difficili), 6 rosse (intermedie) e 6 azzurre (facili), con un ampio campo scuola. Il tutto supportato da 3 seggiovie, 2 sciovie e 3 punti ristoro. La neve dura di più, grazie all'innevamento artificiale. La seggiovia Orsa Maggiore facilita le ascensioni al vicino rifugio di Pesco di Iorio e altre escursioni.
Per maggiori informazioni: Sciare a Pescasseroli
Le piste di fondo della Macchiarvana di Opi

Le piste sono accessibili a tutti: esperti e principianti, con diverso livello di difficoltà. Percorsi per sci di fondo, ciaspole, e sci escursionismo.
Lo Stazzo (km 3 – Facile), Macchiarvana (km 5 – Facile), Campo Rotondo (km 10 – Media), Monte Tranquillo (km 15 – Media), Macchiarvana Pescasseroli (km 15 – Media), Agonistica (km 5 -omologata FISI – Difficile).
Per maggiori informazioni: www.macchiarvana.it
Gastronomia

Pescasseroli ha molto da offrire anche a livello gastronomico. Una vasta produzione di prodotti tipici di qualità offre numerosi spunti per la creazione di piatti dal sapore unico, ma soprattutto semplici e genuini come vuole la tradizione della cucina Abruzzese. I piatti della cucina di Opi e Pescasseroli, che potrai degustare nei ristoranti tipici e nelle trattorie e osterie del posto o nella campagna circostante, saranno ancora di più apprezzati se accompagnati dai vini abruzzesi DOC e dal pane di produzione locale. Ovviamente non mancano pizzerie e bar per uno spuntino veloce o una ricca colazione con il miele di produzione locale prima di partire ad esplorare il territorio del Parco Nazionale d'Abruzzo.
Shopping
Diversi anche gli spunti per lo shopping: abbigliamento, gastronomia, artigianato locale.
Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise fu inaugurato a Pescasseroli (AQ) il 9 settembre 1922, mentre l'ente omonimo era stato istituito il 25 novembre 1921 con direttorio provvisorio. Il primo nucleo protetto fu istituito dal comune di Opi in Val Fondillo e Camosciara il 2 ottobre 1921 e fu affidato all'associazione Pro montibus et sylvis fino al 17 gennaio 1923 quando l'ente ne ottenne la gestione. Il 25 marzo 1923 con Regio decreto viene istituita la commissione amministratrice dell'Ente parco.È compreso per la maggior parte (3/4 circa) nella provincia dell'Aquila in Abruzzo e per il rimanente in quella di Frosinone nel Lazio ed in quella di Isernia nel Molise. La direzione del parco è a Pescasseroli.
Il Parco nazionale d'Abruzzo (con la legge n. 93 del 23 marzo 2001 Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, denominazione che non implica trasformazioni amministrative) dopo il Parco Nazionale del Gran Paradiso è il più antico parco d'Italia noto a livello nazionale per il ruolo avuto nella conservazione di alcune tra le specie faunistiche italiane più importanti, lupo, camoscio d'Abruzzo ed orso bruno marsicano, nonché per le prime e numerose iniziative per la modernizzazione e la diffusione localizzata dell'ambientalismo. È ricoperto da boschi di faggio per circa due terzi della sua superficie. Si estende prevalentemente in territorio montano e pastorale, dove non è praticabile la coltura della vite e dell'olivo, sconfinando nel piano delle colture nelle valli del Giovenco e in Val di Comino. Coordinate: 41.77°N 13.86°E
Il Parco nazionale d'Abruzzo fu istituito su iniziativa privata nel 1922 e riconosciuto nel 1923, con RDL 257 dell'11 gennaio 1923. Al territorio attuale si giunse dopo successive integrazioni. La gestione è dell'Ente Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise con sede attuale a Pescasseroli. Interessa 25 comuni distribuiti nelle province di Frosinone, Isernia e L'Aquila. Nel 1980 ha avuto inizio la zonizzazione del parco, cioè la sua suddivisione in zone a diversa protezione ambientale per poter conciliare le opposte esigenze della protezione della natura e degli sviluppi urbanistici delle popolazioni locali.
I Grandi mammiferi
I grandi mammiferi sono stati la causa principale dell'istituzione della riserva. Un tempo tutti gli animali protetti nel territorio del parco erano diffusi lungo l'intero Appennino centromeridionale, costituendo popolazioni geneticamente autonome rispetto alle specie europee, spesso dei veri e propri endemismi, zoologicamente importantissimi ancora non del tutto studiati nella loro identità genetica.
- Orso bruno marsicano (Ursus arctos L. subsp. marsicanus Altobello), 30-50 esemplari circa. È il simbolo del parco
che da sempre ha sconfinato in tutte le montagne dell'Abruzzo meridionale, del Lazio e del Molise, contando avvistamenti anche alle basse quote. Dai circa 80 esemplari registrati negli anni Ottanta, la presenza del plantigrado è scesa a non più di 50, concretizzandosi in tal modo l'elevato pericolo di estinzione, come avvenne negli anni Cinquanta (30 esemplari). La sua presenza è attestata, con più frequenza, nelle valli boschive dei Monti della Meta e nella riserva integrale del Feudo Intramonti, nel comune di Villetta Barrea. Con introduzioni di alberi da frutto selvatici e la regolamentazione degli accessi turistici, si è costruito un ambiente più idoneo alle sue necessità. Problematico è anche il bracconaggio che ogni anno elimina, tramite esche avvelenate, alcuni orsi. - Lince (Lynx lynx L.), 10 esemplari circa. Fino a pochi anni fa non tutti gli studiosi concordavano sulla presenza della lince nel territorio del parco: la specie era stata considerata ivi estinta e molti ancora ritengono le popolazioni appenniniche frutto di reintroduzioni recenti. Due esemplari sono conservati e studiati in un'apposita area faunistica a Civitella Alfedena. Altre testimonianze parlano dell'avvistamento di un animale localmente noto come «lupo cervino» o «lupo cerviero» o «jattepàrde» tra Pescasseroli, Villavallelonga e Opi tra il 1940 e il 1970.
- Lupo appenninico (Canis lupus L. subsp italicus), 40-50 esemplari circa. È il predatore più importante del parco e di tutto l'Appennino, nel 1970 contava solamente una decina di esemplari, ma grazie all'estensione del territorio della riserva integrale, l'aumento delle popolazioni di Camoscio d'Abruzzo e l'introduzione di cervi e caprioli la specie ha registrato una costante crescita, fino alla accertata diffusione nel vicino Appennino laziale e toscano. Altri individui stanno colonizzando le Alpi, oltrepassando i confini storici dell'areale della specie.
- Camoscio d'Abruzzo (Rupicapra pyrenaica ornata, già Rupicapra rupicapra ornata), 600-700 esemplari circa. Altro
importante elemento, che insieme all'orso marsicano è endemico del parco, si è preservato dall'estinzione nei pendii della Camosciara (nome che ne testimonia la presenza relitta). Geneticamente vicino al Camoscio dei Pirenei, presenza vistose differenze col Camoscio alpino per il collare di pelo più scuro attorno al collo, collo che invece è completamente rivestito di una fine peluria chiara, in inverno bianca. Oggi ha recuperato territorio ed è diffuso sulle alture del Monte Amaro di Opi e del Monte Meta di Picinisco, nonché saltuariamente su tutte le pendici più ripide della riserva non più soggette a intenso pascolo. Dal parco d'Abruzzo sono partiti gli esemplari reintrodotti alle pendici della Majella e nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. - Cervo (Cervus elaphus L. subsp. hippelaphus), 700-800 esemplari circa. Il cervo si era estinto nel parco già al momento della sua prima istituzione, nel 1921, e la sua assenza incise notevolmente sulla catena alimentare creando serie difficoltà per i predatori principali. Nel 1971 furono introdotti dalle Alpi orientali i primi esemplari che si stanziarono nei boschi alle pendici del Monte Marsicano. Oggi in forte espansione.
- Capriolo (Capreolus capreolus L.), 300-400 esemplari circa. Come il cervo anche il capriolo è stato reintrodotto. Dai circa 60 esemplari oggi la popolazione è notevolmente aumentata, tanto da essere la specie più facile da avvistare.
Gastronomia ed artigianato
Per la lontananza dalle principali direttrici del commercio e l'indisponibilià di olii vegetali e vite (zona a clima montano), i prodotti tradizionali sono quelli tipici dell'Appennino centrosettentrionale. Salumi e insaccati, primi piatti poveri a base di legumi e paste molli (da ortaggi coltivabili anche in quota come il fagiolo di Scanno o la cicerchia). Nella Valcomino sono tutelati alcuni prodotti mediante l'istituzione di presidi slow food e con il sostegno di appositi decreti ministeriali: il formaggio pecorino di Picinisco, il tartufo di Campoli Appennino e, come in altri comuni del parco, il miele biologico. Dolciumi e prodotti di liquoreria sono rivalutati e promossi da piccole aziende locali specialmente ad Alvito (torroni di pasta reale), Scanno (mostaccioli, «pan dell'orso») e Pescasseroli (liquore «fragolino»).
Produzione di merletti al tombolo e tradizione orafa presso Scanno. Lavorazione manuale della pietra e del legno sporadicamente in tutto il territorio. A Scapoli si producono ancora zampogne artigianali.
Zonizzazione
Per una migliore amministrazione il territorio del parco è stato suddiviso nella sua gestione nel 1987 in quattro differenti settori di protezione.
- ZONA A - Riserva integrale: ricadono in questo provvedimento protezionistico le cime più impervie popolate dai Camosci, il fondovalle dello Scerto e del torrente Fondillo, ma anche porzioni di faggete nei comuni di Villetta Barrea e Pescasseroli. L'accesso è interdetto o severamente regolamentato.
- ZONA B - Riserva generale: i territori in cui la presenza umana è sempre stata storicamente costante sono allo stesso modo protetti dai vincoli della riserva generale, che regolamentano l'accesso motorizzato, il prelievo di legname e di prodotti del sottobosco. L'escursionismo è libero.
- ZONA C - Protezione: l'area, prevalentemente estesa nel fondovalle del Sangro, è quel territorio intorno ai centri abitati tradizionalmente dedicato alle attività agricole e all'uso privato delle risorse naturali.
- ZONA D - Sviluppo: i centri urbani inglobati nel perimetro del parco dopo i vari ampliamenti gestiscono in quest'area i piani regolatori dello sviluppo edilizio in collaborazione con il Parco che qui promuove le attività ricettive e di orientamento del flusso turistico.
La più comoda località d'accesso è il paese di Pescasseroli (AQ), insieme ai centri minori dell' Alto Sangro, cuore dell'area protetta. Il parco divide il suo territorio in diversi settori turistici per le relazioni con i visitatori e le promozioni editoriali: il settore Val Comino in provincia di Frosinone, il settore Mainarde in provincia di Isernia e il settore Marsica Fucense che comprende i comuni del parco ricandenti nello spartiacque dell'alveo del Fucino.
Nella maggior parte dei comuni sono allestiti centri di visita tematici o uffici di zona in cui è possibile disporre di materiale divulgativo sul Parco e organizzare i percorsi turistici ed escursionistici:
Il Lago di Barrea, la campagna circostante e, in fondo, i boschi della riserva integrale.
- Centro Visita del Parco: Orto Botanico e Parco Faunistico; a Pescasseroli.
- Museo e Area Faunistica del Lupo Appenninico, Area Faunistica della Lince a Civitella Alfedena.
- Museo e Area Faunistica del Camoscio d'Abruzzo a Opi
- Centro Parchi Internazionale a Villetta Barrea
Attività possibili
- Escursioni organizzate nel parco
- Escursioni a cavallo
- Trekking
- Cicloturismo
- Canoa
- Birdwatching
- Bearwatching
- Sci di fondo e sci alpino
- Turismo balneare (Lago di Scanno)
vedi anche qui.
da Wikipedia.it
Maggiori informazioni sul sito ufficiale del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.
Pescasseroli è un comune italiano di 2.204 abitanti della provincia di L'Aquila in Abruzzo.
Geografia
Ubicata in una conca a quota 1167m s.l.m. nel cuore dei Monti Marsicani, il territorio comunale appartiene alla Comunità Montana Alto Sangro e Altopiano delle Cinque Miglia ed è il centro principale del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise di cui è anche la sede amministrativa centrale.
E' sede anche dell'omonima stazione sciistica posta a pochi chilometri dal centro abitato lungo le pendici del Monte delle Vitelle (1966m).
Clima
Gode di un clima freddo in inverno e fresco d'estate. A causa dell'esposizione alle correnti umide occidentali, è molto probabilmente il centro abitato più piovoso d'Abruzzo con le precipitazioni (piovose e nevose) che superano spesso i 2000mm annui (record di quasi 2800mm nel 2010) distribuite principalmente nella stagione autunnale, invernale e primaverile. È inoltre uno dei luoghi a parità di quota con la temperatura media annuale più bassa d'Abruzzo. Queste due caratteristiche la rendono estrememente interessante e a tratti unica sotto il profilo meteo-climatico tanto da meritare una postazione fissa di monitoraggio atmosferico con la presenza dell'omonima stazione meteorologica.
Origine del nome
Il nome pare derivare da Pesculum Serulae che significa "roccia affiorante sul Sangro".
Età medievale
Dominio della famiglia Borrello (XI secolo), Pescasseroli passò come "suffeudo" ai di Sangro. Da questi, dopo la caduta degli svevi, giunse, per via femminile, ai d'Aquino. Nel 1349, quando Adenolfo II d'Aquino perì, con tutta la famiglia, sotto le rovine del castello di Alvito, andò al ramo dei conti di Loreto. Nel 1461, la baronia di Pescasseroli fu ereditata da Antonella d'Aquino, marchesa di Pescara.
Alla fine del XVI secolo, il feudo fu venduto a Giovan Giacomo di Sangro, che morì nel 1607. Messo all'asta, si registrò da questo punto fino all'inizio del XVIII secolo una lunga successione di diversi possessori, finché nel 1705, per il prezzo di 15.770 ducati, fu acquistato dai Massa di Sorrento, che furono gli ultimi baroni di Pescasseroli, prima dell'affacciarsi della nuova borghesia ottocentesca, nel caso specifico esemplificata dalla famiglia Sipari.
Il Discorso di Croce (1910)
Poco dopo la nomina di senatore del Regno, ed ormai quarantaquattrenne, Benedetto Croce tornò per la prima volta dalla nascita a Pescasseroli nell'agosto del 1910. Il 21 agosto di quell'anno, dal balcone di Palazzo Sipari, pronunciò un discorso, più noto come Discorso di Pescasseroli, nel quale salutò i propri concittadini, rammaricandosi per non essere tornato prima. La ragione di ciò era dal filosofo individuata nel timore (utilizzò anche il termine "fantasma") di disperdere le belle immagini che del borgo marsicano si era fatto, come in un sogno, attraverso i tanti racconti che, quando era piccolo, aveva udito dalla madre (Luisa Sipari).
Aveva dunque paura che il sogno non corrispondesse alla realtà. Questa, tuttavia, era migliore del sogno, tanto che Pescasseroli gli parve «più bella, più ampia, più gaia» e persino «più civile» di come l'aveva vagheggiata. Belle parole, quelle di Croce, che si conclusero anche con una sorta di profezia, secondo la quale il nome del suo paese natale sarebbe diventato in pochi anni «familiare a tutti», perché a Pescasseroli sarebbero arrivati «da ogni parte, i villeggianti e gli escursionisti».
Nel riconoscergli quell'antiveggenza che soltanto i grandi uomini possono vantare, non va trascurato che una parte della fama del borgo altosangrino sia dovuta anche all'opera dello stesso filosofo, che presentò, da Ministro della Pubblica Istruzione, il disegno di legge per la tutela delle bellezze naturali e degli immobili di particolare interesse storico (approvato poi con la Legge 778 del 1922), primo fondamento legislativo dei parchi nazionali italiani, e che scrisse la monografia di Pescasseroli, più tardi collocata in appendice alla prestigiosa storia del Regno di Napoli.
In seguito a quella visita, Croce donò al Comune il Manoscritto della Logica, che, dedicata ai suoi genitori, era uscita nel 1909.
Luoghi d'interesse
Pescasseroli è conosciuta come stazione climatica, luogo di villeggiatura sia estiva che invernale, e come principale centro del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Nel paese, infatti, si trovano un museo e un centro di visita con alcuni esemplari della fauna autoctona, fra cui l'orso marsicano, oltre alla ricostruzione della tomba dei resti di una donna che abitò la zona nel VI secolo a.C.
Nel centro storico spicca Palazzo Sipari (costruito nel 1839), sede della Fondazione intitolata ad Erminio Sipari, deputato e fondatore del Parco, ove il 25 febbraio 1866 nacque il celebre filosofo Benedetto Croce. Degna di rilievo è anche l'Abbazia dei Santi Pietro e Paolo, fondata intorno al 1100. In essa si trova una statua lignea raffigurante la Madonna col bambino datata intorno al XIII secolo. L'8 settembre 1752 il Capitolo Vaticano, inviando una preziosa corona d'oro, procedette alla Solenne Incoronazione della statua.
Cittadini illustri
Benedetto Croce (1866-1952)
Cesidio Gentile (1847-1914), detto "Jurico", poeta pastore
Francesco Saverio Sipari (1828-1874), intellettuale e uomo politico
Festività
Principali festività a Pescasseroli:
- 17 gennaio, Sant Antonio Abate: Processione con benedizione del fuoco, dell'acqua e degli animali;
- 25 gennaio, Conversione di S.Paolo, patrono del Comune di Pescasseroli;
- 2 febbraio, Giorno della "Candelora" la Candela benedetta, anni fa, veniva custodita nelle abitazioni e accesa soltanto in caso di forti tempeste;
- 3 febbraio, Festa di San Biagio protettore dei mali della gola. Dutrante la celebrazione eucaristica si tiene la benedizione dei dolciumi e delle caramelle nella chiesa parrocchiale con folta partecipazione di giovani e fanciulli;
- Venerdì Santo, Via crucis per le strade del paese con altarini preparati in ogni quartiere;
- Giugno, Festa del Corpus Domini con infiorata che percorre tutte le strade del paese;
- 29 giugno, Festa dei SS. Pietro e Paolo;
- Luglio, Ecolonga "Gara Podistica";
- 15-16 luglio, Festa della Madonna del Carmine;
- Ultima domenica di luglio, Sagra dell'agnello, Festa della Madonna di Monte Tranquillo (1850 slm);
- 8-9 settembre, Celebrazioni per la "Madonna nera dell'Incoronata";
- Prima domenica di ottobre, Festa della Madonna della Vittoria (o dei Pastori);
- 24 dicembre "Tomba", Falò davanti la chiesa parrocchiale.
Per maggiori informazioni su Pescasseroli: www.pescasserolieventi.it, www.comune.pescasseroli.aq.it
da Wikipedia.it

